Gli ultimi Punk di Teheran, Frammento.

L’impatto contro al muro è fortissimo, ha il sapore del ferro, la spalla è la prima parte del corpo ad entrare in contatto con la superficie, mentre si muove, mentre il suo corpo rimbalza la pelle si rovina lentamente lasciando intravedere il sangue coperto da uno strato trasparente di pelle.
La luce del vicolo illumina ogni cosa di un colore biancastro e pallido, come quello dei sogni come quello di una pellicola degli anni 30, il sangue luccica acceso, brilla come una superfice marina infinita, scivola giù giù fino al tatuaggio a forma di scorpione, Nassim rimbalza lentamente, ondeggia, cade all’indietro, il tempo sembra rallentare, dilatarsi, pensa a sua sorella con la cresta che sbuca dal velo, pensa agli occhi di Lila, alle leggere striature grigioblu che poi tendono al verde, alle sue pupille grandi che si dilatano, al suo sorriso, ai suoi denti bianchissimi. Quando I tre uomini lo accerchiano guizza in un salto improvviso, una specie di calcio rotante, una specie di giravolta di una specie di ballerina, l’ha visto in un film di Bruce Lee doveva essere cinque dita di violenza, il film gli era arrivato di contrabbando nei primi mesi del 79, l’ha visto più o meno trentasei volte e l’ha visto più o meno quando ha scoperto il punk da una cassetta comprata al mercato nero di Teheran, il pezzo era Kiss me Deadly dei Generation X, adesso gli sembra di sentire l’assolo iniziale, la voce rauca di Billy Idol che sale in una tonalità disperata, i coltelli a scatto scattano, la luce balena ancora più fioca, gli uomini ansimano davanti a lui, a uno cola del sangue, rossissimo, dalle labbra, lontano si sentono le grida delle milizie Basij, le moto che urlano come cani rabbiosi, un’auto si avvicina dal lato opposto, Nassim si guarda intorno, il mondo comincia a girare veloce, la voce di Joe Strummer riverbera nell’aria, rimbomba nei vicoli, My daddy was a bankrobber, Nassim ciondola ancora, sorride, il sangue gli scivola dal naso alla bocca, sente un sapore di ferro un sapore vivissimo, digrigna i denti, dietro di lui salgono degli ululati. Stanno arrivando, pensa, stanno arrivando i Punk.